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Tutti i vantaggi dell’Intelligenza Collettiva nella tua azienda

Intelligenza collettiva in azienda

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Quanto pesa quel bue?

Questa è la domanda fatta ai partecipanti di un concorso a premi che si tenne agli inizi del ‘900 in una fiera in Inghilterra. All’evento fu chiamato anche Francis Galton, studioso di statistica, che raccolse le 787 ipotesi formulate da tutti i concorrenti. Dopo una successiva analisi rimase molto sorpreso: la media ricavata dalle stime (542,95 chilogrammi) differiva di pochi etti dal reale peso del bue (543,40 chilogrammi).

Questo aneddoto viene spesso citato per spiegare uno dei concetti chiave dell’Intelligenza Collettiva: le decisioni migliori derivano dal confronto e dalla valutazione di opinioni variegate. Secondo il filosofo Pierre Levy, l’Intelligenza Collettiva è “un’intelligenza distribuita ovunque, costantemente valorizzata, coordinata in tempo reale, che porta a un’efficace mobilitazione della competenza”. Il suo obiettivo è l’arricchimento reciproco e continuo delle persone. Un concetto che, se portato in azienda, implica l’andare oltre l’assetto piramidale e i processi lineari su cui molte realtà fanno ancora affidamento per favorire l’essere produttori e consumatori di idee, il dialogo, il confronto e la condivisione della conoscenza.

 

Il caso di Netflix e 3 concetti chiave

Il motivo per cui dovresti considerare l’Intelligenza Collettiva come modalità sistemica all’interno della tua impresa è ben rappresentato da quello che è successo a Netflix. Nel 2011, il suo fondatore Reed Hastings decise di scindere la società per creare una divisione per lo streaming e una per i DVD. Una scelta che si dimostrò decisamente errata per gli affari. Solo successivamente si scoprì che molti dipendenti erano convinti che questa scissione non fosse affatto una buona idea, ma nessuno aveva osato contraddire il capo.

Questo è solo un esempio di come un clima di lavoro dove le menti invece di unirsi sono

restie a contestare le opinioni del team leader, possa avere effetti nefasti sulla crescita dell’azienda. La soluzione è prevenire queste situazioni attraverso l’Intelligenza Collettiva, incentivando la trasparenza, facilitando l’accesso alla conoscenza aziendale e sviluppando una modalità di confronto produttivo. In questo articolo vedremo come partire da questi tre concetti chiave per metterla in pratica.

Trasparenza

Per sperimentare i benefici dell’Intelligenza Collettiva è innanzitutto fondamentale parlare di trasparenza. Le persone possono esprimere le proprie opinioni solo se hanno una visione complessiva delle informazioni sulle attività che svolgono. Spesso in azienda lo scambio di conoscenza avviene in modo poco strutturato, attraverso canali come email, passaparola o, peggio, strumenti di messaggistica non aziendali. Questo rende difficile aprire veri tavoli di confronto. Il primo passo per consentire alle persone di dare il proprio contributo è dotare ogni lavoratore di uno spazio online, comune e sicuro, da cui accedere a tutte le informazioni importanti per il suo ambito di pertinenza oltre che agli scambi e ai flussi che vengono tracciati e rimangono disponibili anche in un secondo momento. La possibilità di ottenere velocemente una visibilità dei processi che le coinvolgono consente alle persone di coordinarsi con i propri colleghi e argomentare meglio le proprie idee.

Confronto produttivo

Il modo in cui le persone comunicano ed esprimono le proprie idee all’interno dell’azienda è importante. L’Intelligenza Collettiva infatti non equivale a un “liberi tutti” ma incoraggia l’espressione di opinioni differenti, portate avanti con modalità propositive. Per ottenere un confronto produttivo, l’azienda deve innanzitutto mettere i lavoratori nelle condizioni di dare e ricevere feedback facilmente e in tempo reale, a prescindere che si trovino in presenza o in smart working. Questo però è solo un aspetto.

Risulta infatti altrettanto importante che i feedback non siano scambiati tramite canali one-to-one ma vengano condivisi con il team di riferimento. Alla base di questo ragionamento c’è il principio dell’autoregolamentazione positiva. Ogni figura sapendo di essere realmente ascoltata dall’azienda, intesa come insieme di persone, è portata a intrattenere conversazioni in ottica di crescita e miglioramento e a dare feedback più costruttivi. Di conseguenza l’intero ecosistema della comunicazione sarà popolato da interazioni più consapevoli e produttive.

Know-how e diversità

Spesso in azienda il know-how delle singole persone fatica a venire alla luce. Questo significa rischiare di perdere competenze che rimangono confinate all’interno di micro team o reparti e che invece potrebbero essere utili alla collettività. Per evitare tutto questo l’Intelligenza Collettiva incentiva la partecipazione attiva del lavoratore alla costruzione della conoscenza aziendale. Capitalizzando l’esperienza del singolo, l’impresa ha la possibilità di allargare il bacino di informazioni da considerare per prendere delle decisioni. Questo risulta determinante in situazioni come il caso di Netflix, dove la mancanza di diversità ha influito negativamente sulla direzione del business.

Per ottenere una visione completa del know-how personale l’azienda deve garantire un alto grado di coinvolgimento dei lavoratori (engagement) fornendo strumenti immediati per mantenere viva la relazione tra le persone. Allo stesso tempo è importante che le idee e le opinioni del singolo vengano portate alla luce, questo è possibile solo tracciando tutti quegli scambi qualitativi che quotidianamente avvengono sul luogo di lavoro.

 

Un approccio naturale

L’Intelligenza Collettiva necessita degli strumenti adatti per essere sviluppata. L’operatività e la collaborazione devono risultare facili, veloci e spontanee. Perché allora non usare le stesse modalità con cui comunichiamo tutti i giorni per semplificare la gestione del business?

Uno strumento aziendale che ricalca il modo in cui le persone si relazionano risulterà sicuramente immediato da usare per il manager così come per l’operatore sul campo. Una qualità questa imprescindibile per abilitare l’Intelligenza Collettiva. A questa esigenza risponde Interacta, la soluzione che rende natuale la gestione dei processi, la cooperazione e la comunicazione in azienda.

Interacta permette di raccogliere e rendere accessibili a tutti l’insieme di informazioni destrutturate che fanno parte della comunicazione quotidiana tra i lavoratori, sia su canali online che offline. È studiata per integrarsi perfettamente con gli strumenti già presenti in azienda e permette alle persone di esprimere se stesse e lavorare con la stessa semplicità e naturalezza della vita di tutti i giorni. Il risultato è una forza lavoro che si sente parte attiva dello sviluppo aziendale, che ha i mezzi per condividere la propria conoscenza operativa e argomentare le proprie scelte e un management in grado di monitorare e tenere da conto le opinioni di tutti per prendere decisioni più efficaci.

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